Dove ci porterà la pasta? Oppure è meglio chiedersi dove porteremo noi la pasta(?) Può essere una sorpresa per chi non vive questo mercato scoprire quanto un prodotto e un settore storici come questi continuano, ininterrotti, a crescere ed evolvere. Il settore è infatti un settore sorprendentemente dinamico e “vivo” se considerati i secoli di vissuto del nostro piatto nazionale per eccellenza. Gli elementi trainanti di questo costante sviluppo sono l’evoluzione dei gusti e delle preferenze dei consumatori e le innovazioni offerte dai produttori per venire incontro alle nuove richieste e esigenze. 

Cinquant’anni fa nessuno si sarebbe mai sognato di ordinare della pasta senza glutine al ristorante, e della pasta Kamut avremmo pensato “la pasta..ke?” La pasta negli anni ha cambiato forma, ha preso colore e ha viaggiano il mondo. La produzione di pasta infatti non si è soltanto diversificata, ma è anche cresciuta molto. Sarebbe cresciuta del 63% per l’esattezza, secondo questo articolo. I paesi produttori di oltre 20.000 tonnellate di pasta sono oggi 40, ma l’Italia rimane alla guida del mercato. Oggi un piatto di pasta su quattro consumato nel mondo è prodotto in Italia, in Europa invece sono tre ogni quattro. 

Fatte le dovute premesse, abbiamo voluto comprendere meglio quali sono le reali opportunità per i produttori di pasta su due livelli: i nuovi trend da osservare da vicino e le opportunità piu interessanti per l’export. 

I trend

In fatto di trend si scopre che, come anche riportato in questo articolo, le innovazioni più apprezzate dai consumatori sono i prodotti certificati bio, paste integrali (prova del forte interesse per le fibre) paste che impiegano grani antichi o farine speciali (di legumi, mais e riso per esempio, quindi interesse per sapori vecchi e riscoperti), farine proteiche (tipo ceci, piselli e lenticchie) e paste sostenibili o “green”, tema a cui molti consumatori oggi prestano attenzione. L’articolo parla anche dei più giovani, della Generazione Z ma soprattutto dei Millennials. Questo segmento, spesso più difficile da prevedere e soddisfare dimostra particolare interesse per le paste speciali. Sono infatti particolarmente ricettivi verso paste che offrono esperienza di consumo innovative, come gia abbiamo raccontato nel nostro articolo sulla Experience della pasta ripiena e quelle arricchite con, per esempio, le proteine. Qui in particolare bisogna essere particolarmente scaltri, poiché i più giovani, se conquistati oggi, possono diventare clienti fidelizzati che seguiranno il brand domani. Quando si pensa ai giovani inoltre bisogna stare attenti a non farsi bagnare il naso dalla concorrenza estera, spesso veloce e molto attenta e sensibile ai veloci cambiamenti in fatto di gusti e tendenze tra i consumatori più giovani.

In questo senso Alimeco si pone come partner strategico per anticipare, comprendere e soddisfare le esigenze dei consumatori, anche i più difficili come i più giovani, mediante lo studio di soluzioni ingredientistiche complete per impasti e ripieni. Queste soluzioni comprendono miscele “senza” o “con” ingredienti che i consumatori vogliono consumare o evitare. 

Dunque proviamo a fare chiarezza. Mettendo in ordine tutte le informazioni raccolte sul web da diverse fonti e studi, i trend da seguire sono:

  • Pasta bio (+13% di consumi)
  • Pasta integrale (+18% di consumi)
  • Prodotti sostenibili / “green” (66% è disposto a pagare di più per prodotti sostenibili)
  • Paste speciali (grani antichi / farine proteiche) (+12% di consumi)

Un chiaro segnale del rinnovato interesse per benessere, salute e sostenibilità.

Opportunità all’estero

Finalmente, grazie a maggior consapevolezza e iniziative atte a educare i consumatori la paura del glutine sta passando. La pasta è tornata ad essere ciò che sarebbe sempre dovuto essere: un cibo sano ed equilibrato. La pasta senza glutine non è sparita, anzi. Cresce e continuerà a crescere, ma oggi vogliamo capire quali sono le opportunità di esportazioni per il settore anche al di fuori della nicchia “gluten-free”. Secondo un articolo dell’Unione Italiana Food i mercati più interessati a temi di sostenibilità quando di parla di alimentazione sono Russia, Canada, Sudafrica, Turchia e Filippine. I mercati con la più alta potenzialità di crescita dei consumi di pasta in genere invece sono Camerun, Sudafrica, Filippine, Guatemala e Romania. In diversi studi inoltre (tutte le fonti alla fine dell’articolo) abbiamo letto di un mercato per il bio molto interessante nel Regno Unito. Purtroppo non abbiamo trovato precise statistiche per il solo export di pasta bio verso il Regno Unito, ma è stato stimato che a livello mondiale la crescita dell’export di pasta bio stia crescendo tra il 12% il 18% annuo. 

In un mondo così connesso e veloce non possiamo non accennare la dimensione e-commerce. Il “nuovo” miracolo per produzioni locali Italiane. Questo canale sta reinventando molte regole del business e della distribuzione. Per troppo tempo ci si doveva affidare ai metodi più classici della distribuzione di prodotti gastronomici e tipici per arrivare in paesi lontani. Internet e più precisamente l’e-commerce sta stravolgendo questa dimensione e creando moltissime nuove opportunità per pmi italiane operanti nel settore agroalimentare. Ne parliamo perché ancora troppe realtà Italiane ignorano il mondo digitale e le sue potenzialità, precludendosi un mondo di opportunità. Consigliamo a tal proposito di seguire da vicino tutte le novità e iniziative ICE. L’Agenzia per la Promozione all”estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese offre continuamente nuove soluzioni per aiutare pmi italiane, anche nell’agroalimentare a esportare i propri prodotti. Soprattutto di recente ha focalizzato molto le proprie energie nel formare e mettere a disposizione di tutti servizi per l’export digitale, ergo e-commerce. Anche B2B. 

Per concludere la nostra ricerca siamo voluti andare un pochino oltre e, in modo seppur approssimativo, scoprire (1) quali sono le cinque nazioni estere che di più importano la pasta dall’Italia e (2) quali per la pasta ripiena. Per farlo abbiamo utilizzato il sito oec.world che offre gratuitamente statistiche di import e export di tutte le categorie prodotto divise per codici HS, codici utilizzati per registrare il passaggio di merce in ingresso e uscita di tutte le nazioni. Ecco i risultati. 

Le 5 nazioni con le più alte importazioni di pasta dall’Italia*:

  1. 15% Germania
  2. 14% Francia
  3. 12% USA
  4. 12% UK (alla pari con USA)
  5. 4.1% Spagna  

Le 5 nazioni con le più alte importazioni di pasta ripiena*:

  1. 20% UK
  2. 20% Francia (alla pari con UK)
  3. 11% Germania
  4. 11% Spagna (alla pari con Germania)
  5. 7,4% USA 

*Dati del 2017

Se guardiamo al numero di volte che il nome di alcuni paesi si ripete nelle liste e negli studi fatti, noteremo che mercati come il Regno Unito sono mercati assolutamente da non trascurare, visti i già alti volumi di importazioni e l’interesse per le paste bio. Germania, Francia e, allontanandoci un pochino Stati Uniti sono le risposte che forse già ci aspettavamo un po’ tutti. Russia e Romania poi sono stati riportati più volte negli studi di mercato analizzati all’inizio come mercati da osservare per l’esportazione di pasta. 

Pensare all’export può spaventare, ma se fatto con criterio, a preceduto dai dovuti studi e le giuste considerazioni, può davvero rappresentare la svolta per tantissime realtà Italiane che ancora oggi non sfruttano un potenziale altissimo. Forse la tecnologia, in termini di distribuzione (e-commerce) o forse prodotti attrattivi (ingredienti e trend indovinati) possono essere il fattore determinate. Noi ci mettiamo gli ingredienti, siete pronti?

 

 

Siti fonte delle statistiche riportate:

Alimeco offre ingredienti e soluzioni per l’industria alimentare sin dal 2008.
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